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La ricerca dell'Istituto Nazionale della Nutrizione
Le ingestioni potenziali furono ricavate per aggregazioni regionali (Italia Nord-Occidentale, Italia Nord-Orientale, Italia Centrale, Italia Meridionale), e dai livelli di concentrazione di alluminio negli alimenti riferiti dalla letteratura.

Le ingestioni reali della popolazione furono ottenute da campioni di diete consumate da gruppi di popolazione adulta che vivevano in quattro differenti provincie italiane (Reggio Calabria, Salerno, Bologna e Vercelli). Queste diete rappresentavano i consumi di gruppi di popolazione con abitudini alimentari e di vita significativamente diverse, anche se sempre più livellate dalla ridotta disponibilità di tempo da dedicare alla cucina dovuta ai moderni stili di vita.

Campioni di diete omogeneizzate furono così liofilizzati ed analizzati per determinare il contenuto in alluminio mediante spettrofotometria per assorbimento atomico.

I risultati di questa stima approssimativa di ingestione potenziale di alluminio indicarono un valore medio di 1,7 mg/giorno, con differenze non significative nei 4 compartimenti regionali considerati (Tabella 1).
:: Tabella 1 - Stima delle potenziali ingestioni giornaliere di alluminio con la dieta
Zona geografica Peso totale della dieta
(g)
Alluminio ingerito
(mg/giorno)
Italia in complesso 1.785 1,70
Italia nord-occidentale 1.828 1,70
Italia nord-orientale 1.890 1,70
Italia centrale 1.873 1,79
Italia meridionale 1.675 1,61
Il dato mostrava che era attraverso la dieta consumata, più che attraverso gli altri compartimenti ambientali, che si aveva, in Italia, l'esposizione più elevata per l'uomo (Tabella 2).
:: Tabella 2 - Concentrazioni di alluminio nell'ambiente e stime di assunzione
Elementi Concentrazione Ingestione
Aria 3-200 ng/m³ 0,045-3 mg/giorno (1)
Acqua 0,01-0,08 mg/litro 0,02-0,16 mg/giorno (2)
Suolo 71 mg/g -
Dieta 0,95 mg/kg 1,70 mg/giorno
(1) Calcolata sulla base di 15 m³ di aria inspirata al giorno
(2) Calcolata considerando in 2 litri l'introduzione media giornaliera
Raggruppando gli alimenti per classi omogenee di concentrazioni di alluminio si riuscì a calcolare che il contributo maggiore all'apporto di alluminio nella dieta era dato dai prodotti a base di cereali (pane, pasta, prodotti dolci da forno) nonostante che la concentrazione di alluminio più elevata si ritrovasse fra i prodotti vegetali (ortaggi e frutta). Ciò dipendeva dal contributo in peso dato dal gruppo di cereali e derivati alla dieta globalmente consumata.

I valori medi d'ingestione ed i relativi intervalli di valori dell'ingestione di alluminio delle diete raccolte e analizzate nelle 4 località prescelte sono riportate nella Tabella 3.
:: Tabella 3 - Ingestioni da alluminio da varie diete consumate in 4 località italiane
Campioni di dieta mg di alluminio
SALERNO
1 9,25
2 6,03
3 5,42
4 4,52
Media 6,31÷2,06
REGGIO CALABRIA
1 1,37
2 4,09
3 2,65
4 2,96
5 1,52
Media 2,52÷1,12
VERCELLI
1 3,19
2 3,95
3 7,50
4 2,79
5 4,05
Media 4,30÷1,87
BOLOGNA
1 2,80
2 2,32
3 2,89
4 3,22
5 4,20
Media 3,09÷0,70
E' risultata evidente una certa variabilità fra i diversi campioni di dieta esaminati, sia tra le varie regioni che all'interno di una stessa regione. Poichè l'analisi statistica non evidenziò una correlazione significativa con specifici gruppi di alimenti si ritenne che, anziché a specifiche cause di natura ambientale, le differenze nei contenuti in alluminio emerse tra le diverse diete fossero imputabili a fattori quali: le modalità di preparazione culinaria dei cibi (in recipienti di alluminio o meno), la presenza nella dieta di alimenti trattati con additivi contenenti alluminio.

In ogni caso, i livelli riscontrati direttamente in varie diete regionali italiane (fra i 3 e i 6 mg al giorno), corroborati dai dati di ingestione potenziale calcolati teoricamente, mostrano un livello di esposizione di tutta sicurezza, ove si consideri che la dose giornaliera massima accettabile per l'alluminio è stata stabilita dagli esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, per un adulto medio, in circa 60 mg al giorno.

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